Terremoto di magnitudo Md 2.0 del 02-04-1985 ore 15:38:04 (Italia) in zona: 5 km NE Montenars (UD)

Un terremoto di magnitudo Md 2.0 è avvenuto nella zona: 5 km NE Montenars (UD), il

  • 02-04-1985 13:38:04 (UTC)
  • 02-04-1985 15:38:04 (UTC +02:00) ora italiana

con coordinate geografiche (lat, lon) 46.3010, 13.2000 ad una profondità di 10 km.

Il terremoto è stato localizzato da: Bollettino Sismico Italiano INGV.

Ricerca terremoti: Qualsiasi nel raggio di 30 km

I valori delle coordinate ipocentrali e della magnitudo rappresentano la migliore stima con i dati a disposizione. Eventuali nuovi dati o analisi potrebbero far variare tali stime.

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Comuni entro 20 km dall'epicentro

Le distanze sono calcolate in base alle coordinate geografiche del Municipio (Istat).
Comune Prov Dist Pop Cum Pop
Montenars UD 5 538 538
Gemona del Friuli UD 5 10964 11502
Venzone UD 6 2117 13619
Lusevera UD 6 643 14262
Bordano UD 7 754 15016
Artegna UD 7 2885 17901
Magnano in Riviera UD 8 2336 20237
Tarcento UD 10 9012 29249
Trasaghis UD 10 2227 31476
Osoppo UD 10 2936 34412
Resiutta UD 11 309 34721
Amaro UD 11 823 35544
Resia UD 12 1033 36577
Buja UD 12 6563 43140
Moggio Udinese UD 12 1714 44854
Nimis UD 12 2740 47594
Taipana UD 12 636 48230
Treppo Grande UD 13 1708 49938
Cassacco UD 14 2938 52876
Cavazzo Carnico UD 14 1052 53928
Attimis UD 15 1805 55733
Chiusaforte UD 15 672 56405
Tricesimo UD 15 7600 64005
Colloredo di Monte Albano UD 16 2223 66228
Majano UD 16 5945 72173
Reana del Rojale UD 17 4966 77139
Tolmezzo UD 18 10440 87579
Verzegnis UD 19 863 88442
Dogna UD 19 175 88617
Pagnacco UD 20 5044 93661
Forgaria nel Friuli UD 20 1786 95447
Faedis UD 20 2945 98392
Vito d'Asio PN 20 769 99161

Città più vicine con almeno 50000 abitanti

Il terremoto è stato localizzato
27 Km a N di Udine (99169 abitanti)
57 Km a NE di Pordenone (51229 abitanti)
85 Km a NW di Trieste (204420 abitanti)
Sismicità recente e storica

Queste mappe mostrano l'attività sismica della zona in diversi intervalli temporali, precedenti all’evento sismico a cui si riferiscono. Per quel che riguarda le prime due mappe, i dati riportati provengono dalle analisi effettuate in tempo reale dal personale delle Sale Operative dell'INGV subito dopo ogni terremoto. La terza mappa mostra i dati dal 1985 alla data del terremoto: le localizzazioni sono riviste dagli analisti sismologi del Bollettino Sismico Italiano dell'INGV. I parametri della localizzazione (coordinate ipocentrali e magnitudo) sono la migliore stima possibile con i dati a disposizione dell’INGV, ma sono costantemente aggiornati in funzione di ulteriori dati che si rendano disponibili. I parametri della localizzazione e della magnitudo, successivamente rivisti dagli analisti sismologi, possono variare.

I terremoti dei 3 giorni precedenti l'evento

I terremoti dei 3 giorni precedenti l'evento

In questa mappa sono riportati gli epicentri dei terremoti con magnitudo ≥ 0.0, localizzati utilizzando i dati i registrati dalla Rete Sismica Nazionale e da altre reti in regime di collaborazione sia in Italia che nei Paesi confinanti, nelle 72 ore precedenti questo evento. La grandezza del cerchio indica le diverse classi di magnitudo. I colori indicano i differenti intervalli temporali che precedono l'evento sismico. La stella bianca e nera è l’epicentro del terremoto avvenuto.
I terremoti dei 90 giorni precedenti l'evento

I terremoti dei 90 giorni precedenti l'evento

In questa mappa sono riportati gli epicentri dei terremoti con magnitudo ≥ 2.0, localizzati utilizzando i dati i registrati dalla Rete Sismica Nazionale e da altre reti in regime di collaborazione sia in Italia che nei Paesi, confinanti nei 90 giorni precedenti questo evento. La grandezza del cerchio indica le diverse classi di magnitudo. I colori indicano i differenti intervalli temporali che precedono l'evento sismico. La stella bianca e nera è l’epicentro del terremoto avvenuto.
I terremoti dal 1985 alla data dell'evento

I terremoti dal 1985 alla data dell'evento

In questa mappa sono riportati gli epicentri dei terremoti con magnitudo ≥ 3.0, localizzati utilizzando i dati i registrati dalla Rete Sismica Nazionale e da altre reti in regime di collaborazione sia in Italia che nei Paesi confinanti, dal 1985 alla data di questo evento. La grandezza del cerchio indica le diverse classi di magnitudo. I colori indicano i differenti intervalli temporali che precedono l'evento sismico. La stella bianca e nera è l’epicentro del terremoto avvenuto.
I terremoti dall'anno 1000 al 2019

I terremoti dall'anno 1000 al 2019

In questa mappa sono riportati i terremoti del catalogo storico CPTI15 (Catalogo Parametrico dei Terremoti Italiani, v3.0, https://doi.org/10.13127/cpti/cpti15.3) dall'anno 1000 all'anno 2019. La grandezza del quadrato indica le diverse classi di magnitudo. Per gli eventi di magnitudo stimata ≥ 6.0 è indicato l'anno in cui è avvenuto il terremoto. La stella bianca e nera è l’epicentro del terremoto avvenuto.
Pericolosità sismica

Con pericolosità sismica si intende lo scuotimento del suolo atteso in un sito a causa di un terremoto. Essendo prevalentemente un’analisi di tipo probabilistico, si può definire un certo scuotimento solo associato alla probabilità di accadimento nel prossimo futuro. Non si tratta pertanto di previsione deterministica dei terremoti, obiettivo lungi dal poter essere raggiunto ancora in tutto il mondo, né del massimo terremoto possibile in un’area, in quanto il terremoto massimo ha comunque probabilità di verificarsi molto basse.

Nel 2004 è stata rilasciata questa mappa della pericolosità sismica (http://zonesismiche.mi.ingv.it) che fornisce un quadro delle aree più pericolose in Italia. La mappa di pericolosità sismica del territorio nazionale (GdL MPS, 2004; rif. Ordinanza PCM del 28 aprile 2006, n. 3519, All. 1b) è espressa in termini di accelerazione orizzontale del suolo con probabilità di eccedenza del 10% in 50 anni, riferita a suoli rigidi (Vs30>800 m/s; cat. A, punto 3.2.1 del D.M. 14.09.2005).

I colori indicano i diversi valori di accelerazione del terreno che hanno una probabilità del 10% di essere superati in 50 anni. Indicativamente i colori associati ad accelerazioni più basse indicano zone meno pericolose, dove la frequenza di terremoti più forti è minore rispetto a quelle più pericolose, ma questo non significa che non possano verificarsi.

Mappa di pericolosità sismica

Mappa di pericolosità sismica

In questa mappa è riportato un particolare del modello di pericolosità sismica del territorio nazionale e la stella bianca e nera è l’epicentro del terremoto avvenuto.
Mappe di scuotimento
Mappa del risentimento sismico
Cronologia delle localizzazioni calcolate
Tipo Magnitudo Tempo origine (UTC) Latitudine Longitudine Profondità (km) Ora pubblicazione (UTC) Autore ID Localizzazione
Bollettino
Rev1000
Md 2.0 1985-04-02
13:38:04
46.301 13.2 10 2013-07-15
08:40:51
Bollettino Sismico Italiano INGV 3949
Localizzazione e magnitudo preferite finora.
Parametri della localizzazione preferita

Localizzazione

Campo Valore
Tempo (UTC) 1985-04-02 13:38:04 ± 0.082
Latitudine 46.3010 ± 0.0063
Longitudine 13.2000 ± 0.0080
Profondità (km) 10 ± 1 (from location)
Metodo di valutazione manual
Stato della valutazione reviewed
Versione 1000 -> BULLETIN-VAX
Tipo di evento earthquake
ID localizzazione 3949

Incertezze

Campo Valore
Tipo di incertezza horizontal uncertainty
Semi-asse maggiore dell'ellisse di confidenza (metri)
Semi-asse minore dell'ellisse di confidenza (metri)
azimuth dell’asse maggiore dell’ellisse di confidenza (gradi)
Regione di confidenza sul piano orizzontale espressa mediante singolo valore di incertezza (metri) 934.7
Livello di confidenza dell'incertezza (%) 68

Qualità

Campo Valore
Maggiore gap azimutale nella distribuzione delle stazioni all'epicentro 93
Numero di fasi associato indipendentemente se utilizzate nella localizzazione (determinazione dell'Origin) 16
Numero di fasi 16
Scarto quadratico medio dei residui di tempo risultanti dal calcolo del tempo origine (Origin) della localizzazione (sec) 0.2
Distanza epicentrale della stazione piu' vicina (gradi) 0.00057
Distanza epicentrale della stazione piu’ lontana (gradi) 0.00988
Numero di stazioni in cui l’evento e’ stato osservato 9
Numero di stazioni usate nel calcolo dell'Origin 9
Parametri della magnitudo

Md:2.0

Campo Valore
Valore 2.0
Incertezza
Num. stazioni usate 2
Tipo di magnitudo Md
Localizzazione di riferimento 3949
Agenzia INGV
Autore Bollettino Sismico Italiano INGV
Tempo di creazione (UTC) 2013-01-04 17:08:38
Tempi di arrivo
SCNL Time Uncertainty Polarity Evaluation_mode Phase Azimuth Distance Takeoff_angle Residual Weight
--.CTI.Z. 1985-04-02T13:38:43.50 10.0 undecidable manual SN 257 0.0099 2.01 0
--.CTI.Z. 1985-04-02T13:38:26.00 10.0 undecidable manual PN 257 0.0099 0.01 0.6
--.FO1.Z. 1985-04-02T13:38:20.00 10.0 undecidable manual SG 315 0.0036 0.09 0.5
--.RCL.Z. 1985-04-02T13:38:19.60 10.0 undecidable manual SG 249 0.0036 -0.07 0.2
--.RBL.Z. 1985-04-02T13:38:16.00 10.0 undecidable manual SG 60 0.0026 -0.02 0.5
--.FO1.Z. 1985-04-02T13:38:14.00 10.0 undecidable manual PG 315 0.0036 0.47 0.7
--.COL.Z. 1985-04-02T13:38:13.60 10.0 undecidable manual SG 143 0.0019 0.19 0.5
--.RCL.Z. 1985-04-02T13:38:13.30 10.0 undecidable manual PG 249 0.0036 -0.09 0.9
--.POB.Z. 1985-04-02T13:38:10.00 10.0 undecidable manual PG 13 0.0019 0.03 1.2
--.RBL.Z. 1985-04-02T13:38:10.50 10.0 undecidable manual PG 60 0.0026 -0.78 0.3
--.BAD.Z. 1985-04-02T13:38:09.20 10.0 undecidable manual SG 154 0.0006 -0.02 0.5
--.COL.Z. 1985-04-02T13:38:09.80 10.0 negative manual PG 143 0.0019 0.02 2.7
--.MPR.Z. 1985-04-02T13:38:08.70 10.0 positive manual PG 247 0.0014 -0.14 2.3
--.BOO.Z. 1985-04-02T13:38:08.60 10.0 undecidable manual SG 285 0.0006 -0.62 0.2
--.BOO.Z. 1985-04-02T13:38:07.40 10.0 negative manual PG 285 0.0006 0.04 2.6
--.BAD.Z. 1985-04-02T13:38:07.50 10.0 positive manual PG 154 0.0006 0.14 2.3
TDMT - Time Domain Moment Tensor
Meccanismi di sorgente sismica nell'area
Meccanismi di sorgente sismica

Meccanismi di sorgente sismica

In questa mappa sono riportate i meccanismi di sorgente sismica dei terremoti dal 1977 alla data di questo evento. I tensori momento in rosso sono ottenuti con la tecnica del Regional Centroid Moment Tensor (RCMT, http://www.bo.ingv.it/RCMT; https://doi.org/10.13127/rcmt/euromed) e vengono calcolati per eventi sismici di magnitudo maggiore di 4.5 nella regione euro-mediterranea. Talvolta, se la disponibilità dei dati lo permette vengono calcolati anche per eventi di magnitudo inferiore, fino a 4.0. I tensori momento in grigio sono calcolati con la tecnica del Time Domain Moment Tensor (TDMT, http://terremoti.ingv.it/tdmt) per terremoti di magnitudo maggiore di 3.2, quando i dati lo permettono. La dimensione dei simboli è proporzionale alla magnitudo momento Mw dell’evento.
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