Terremoto di magnitudo Md 1.5 del 04-06-2016 ore 04:38:00 (Italia) in zona: Ischia e costa Flegrea (Napoli)

Un terremoto di magnitudo Md 1.5 è avvenuto nella zona: Ischia e costa Flegrea (Napoli), il

  • 04-06-2016 02:38:00 (UTC)
  • 04-06-2016 04:38:00 (UTC +02:00) ora italiana

con coordinate geografiche (lat, lon) 40.8170, 14.1360 ad una profondità di 0 km.

Il terremoto è stato localizzato da: Sala Operativa INGV-OV (Napoli).

Ricerca terremoti: Qualsiasi nel raggio di 30 km

I valori delle coordinate ipocentrali e della magnitudo rappresentano la migliore stima con i dati a disposizione. Eventuali nuovi dati o analisi potrebbero far variare tali stime.

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Comuni entro 20 km dall'epicentro

Le distanze sono calcolate in base alle coordinate geografiche del Municipio (Istat).
Comune Prov Dist Pop Cum Pop
Pozzuoli NA 5 81661 81661
Bacoli NA 5 26560 108221
Quarto NA 7 40930 149151
Monte di Procida NA 7 12886 162037
Napoli NA 10 974074 1136111
Marano di Napoli NA 10 59874 1195985
Procida NA 11 10530 1206515
Calvizzano NA 11 12329 1218844
Qualiano NA 12 25702 1244546
Mugnano di Napoli NA 12 34828 1279374
Villaricca NA 13 31122 1310496
Giugliano in Campania NA 14 122974 1433470
Melito di Napoli NA 15 37826 1471296
Casavatore NA 15 18661 1489957
Arzano NA 15 34886 1524843
Sant'Antimo NA 16 33905 1558748
Parete CE 16 11442 1570190
Casoria NA 16 77642 1647832
Casandrino NA 17 14336 1662168
San Giorgio a Cremano NA 17 45557 1707725
Grumo Nevano NA 17 18061 1725786
Lusciano CE 18 15362 1741148
Ercolano NA 18 53709 1794857
Trentola-Ducenta CE 18 19429 1814286
Frattamaggiore NA 18 30329 1844615
Cesa CE 18 8841 1853456
Ischia NA 18 19915 1873371
Portici NA 19 55274 1928645
Aversa CE 19 53047 1981692
Sant'Arpino CE 19 14307 1995999
Afragola NA 19 65057 2061056
Volla NA 19 23755 2084811
Casapesenna CE 19 6987 2091798
San Marcellino CE 19 14155 2105953
Frattaminore NA 19 16208 2122161
Succivo CE 19 8457 2130618
Cercola NA 20 18267 2148885
Crispano NA 20 12354 2161239
Torre del Greco NA 20 86275 2247514
Cardito NA 20 22755 2270269

Città più vicine con almeno 50000 abitanti

Il terremoto è stato localizzato
5 Km a SE di Pozzuoli (81661 abitanti)
10 Km a W di Napoli (974074 abitanti)
10 Km a SW di Marano di Napoli (59874 abitanti)
14 Km a SW di Giugliano in Campania (122974 abitanti)
16 Km a SW di Casoria (77642 abitanti)
18 Km a W di Ercolano (53709 abitanti)
19 Km a W di Portici (55274 abitanti)
19 Km a SW di Aversa (53047 abitanti)
19 Km a SW di Afragola (65057 abitanti)
20 Km a W di Torre del Greco (86275 abitanti)
25 Km a SW di Acerra (59573 abitanti)
32 Km a W di Castellammare di Stabia (66466 abitanti)
33 Km a SW di Caserta (76326 abitanti)
34 Km a W di Scafati (50787 abitanti)
50 Km a W di Cava de' Tirreni (53659 abitanti)
55 Km a W di Salerno (135261 abitanti)
57 Km a W di Avellino (54857 abitanti)
65 Km a SW di Benevento (60091 abitanti)
75 Km a W di Battipaglia (50786 abitanti)
Sismicità recente e storica

Queste mappe mostrano l'attività sismica della zona in diversi intervalli temporali, precedenti all’evento sismico a cui si riferiscono. Per quel che riguarda le prime due mappe, i dati riportati provengono dalle analisi effettuate in tempo reale dal personale delle Sale Operative dell'INGV subito dopo ogni terremoto. La terza mappa mostra i dati dal 1985 alla data del terremoto: le localizzazioni sono riviste dagli analisti sismologi del Bollettino Sismico Italiano dell'INGV. I parametri della localizzazione (coordinate ipocentrali e magnitudo) sono la migliore stima possibile con i dati a disposizione dell’INGV, ma sono costantemente aggiornati in funzione di ulteriori dati che si rendano disponibili. I parametri della localizzazione e della magnitudo, successivamente rivisti dagli analisti sismologi, possono variare.

I terremoti dei 3 giorni precedenti l'evento

I terremoti dei 3 giorni precedenti l'evento

In questa mappa sono riportati gli epicentri dei terremoti con magnitudo ≥ 0.0, localizzati utilizzando i dati i registrati dalla Rete Sismica Nazionale e da altre reti in regime di collaborazione sia in Italia che nei Paesi confinanti, nelle 72 ore precedenti questo evento. La grandezza del cerchio indica le diverse classi di magnitudo. I colori indicano i differenti intervalli temporali che precedono l'evento sismico. La stella bianca e nera è l’epicentro del terremoto avvenuto.
I terremoti dei 90 giorni precedenti l'evento

I terremoti dei 90 giorni precedenti l'evento

In questa mappa sono riportati gli epicentri dei terremoti con magnitudo ≥ 2.0, localizzati utilizzando i dati i registrati dalla Rete Sismica Nazionale e da altre reti in regime di collaborazione sia in Italia che nei Paesi, confinanti nei 90 giorni precedenti questo evento. La grandezza del cerchio indica le diverse classi di magnitudo. I colori indicano i differenti intervalli temporali che precedono l'evento sismico. La stella bianca e nera è l’epicentro del terremoto avvenuto.
I terremoti dal 1985 alla data dell'evento

I terremoti dal 1985 alla data dell'evento

In questa mappa sono riportati gli epicentri dei terremoti con magnitudo ≥ 3.0, localizzati utilizzando i dati i registrati dalla Rete Sismica Nazionale e da altre reti in regime di collaborazione sia in Italia che nei Paesi confinanti, dal 1985 alla data di questo evento. La grandezza del cerchio indica le diverse classi di magnitudo. I colori indicano i differenti intervalli temporali che precedono l'evento sismico. La stella bianca e nera è l’epicentro del terremoto avvenuto.
I terremoti dall'anno 1000 al 2019

I terremoti dall'anno 1000 al 2019

In questa mappa sono riportati i terremoti del catalogo storico CPTI15 (Catalogo Parametrico dei Terremoti Italiani, v3.0, https://doi.org/10.13127/cpti/cpti15.3) dall'anno 1000 all'anno 2019. La grandezza del quadrato indica le diverse classi di magnitudo. Per gli eventi di magnitudo stimata ≥ 6.0 è indicato l'anno in cui è avvenuto il terremoto. La stella bianca e nera è l’epicentro del terremoto avvenuto.
Pericolosità sismica

Con pericolosità sismica si intende lo scuotimento del suolo atteso in un sito a causa di un terremoto. Essendo prevalentemente un’analisi di tipo probabilistico, si può definire un certo scuotimento solo associato alla probabilità di accadimento nel prossimo futuro. Non si tratta pertanto di previsione deterministica dei terremoti, obiettivo lungi dal poter essere raggiunto ancora in tutto il mondo, né del massimo terremoto possibile in un’area, in quanto il terremoto massimo ha comunque probabilità di verificarsi molto basse.

Nel 2004 è stata rilasciata questa mappa della pericolosità sismica (http://zonesismiche.mi.ingv.it) che fornisce un quadro delle aree più pericolose in Italia. La mappa di pericolosità sismica del territorio nazionale (GdL MPS, 2004; rif. Ordinanza PCM del 28 aprile 2006, n. 3519, All. 1b) è espressa in termini di accelerazione orizzontale del suolo con probabilità di eccedenza del 10% in 50 anni, riferita a suoli rigidi (Vs30>800 m/s; cat. A, punto 3.2.1 del D.M. 14.09.2005).

I colori indicano i diversi valori di accelerazione del terreno che hanno una probabilità del 10% di essere superati in 50 anni. Indicativamente i colori associati ad accelerazioni più basse indicano zone meno pericolose, dove la frequenza di terremoti più forti è minore rispetto a quelle più pericolose, ma questo non significa che non possano verificarsi.

Mappa di pericolosità sismica

Mappa di pericolosità sismica

In questa mappa è riportato un particolare del modello di pericolosità sismica del territorio nazionale e la stella bianca e nera è l’epicentro del terremoto avvenuto.
Mappe di scuotimento
Mappa del risentimento sismico
Cronologia delle localizzazioni calcolate
Tipo Magnitudo Tempo origine (UTC) Latitudine Longitudine Profondità (km) Ora pubblicazione (UTC) Autore ID Localizzazione
Rivista
Rev200
Md 1.5 2016-06-04
02:38:00
40.817 14.136 0 2016-06-04
03:04:15
Sala Operativa INGV-OV (Napoli) 25571801
Localizzazione e magnitudo preferite finora.
Parametri della localizzazione preferita

Localizzazione

Campo Valore
Tempo (UTC) 2016-06-04 02:38:00 ± 0
Latitudine 40.8170
Longitudine 14.1360
Profondità (km) 0 ± 1 (from location)
Metodo di valutazione manual
Stato della valutazione reviewed
Versione 200 -> SURVEY-INGV-OV
Tipo di evento earthquake
ID localizzazione 25571801

Incertezze

Campo Valore
Tipo di incertezza horizontal uncertainty
Semi-asse maggiore dell'ellisse di confidenza (metri)
Semi-asse minore dell'ellisse di confidenza (metri)
azimuth dell’asse maggiore dell’ellisse di confidenza (gradi)
Regione di confidenza sul piano orizzontale espressa mediante singolo valore di incertezza (metri) 300.0
Livello di confidenza dell'incertezza (%) 68

Qualità

Campo Valore
Maggiore gap azimutale nella distribuzione delle stazioni all'epicentro 145
Numero di fasi associato indipendentemente se utilizzate nella localizzazione (determinazione dell'Origin) 1
Numero di fasi 1
Scarto quadratico medio dei residui di tempo risultanti dal calcolo del tempo origine (Origin) della localizzazione (sec) 0.03
Distanza epicentrale della stazione piu' vicina (gradi)
Distanza epicentrale della stazione piu’ lontana (gradi)
Numero di stazioni in cui l’evento e’ stato osservato 0
Numero di stazioni usate nel calcolo dell'Origin 0
Parametri della magnitudo

Md:1.5

Campo Valore
Valore 1.5
Incertezza 0.0
Num. stazioni usate
Tipo di magnitudo Md
Localizzazione di riferimento 25571801
Agenzia INGV
Autore Sala Operativa INGV-OV (Napoli)
Tempo di creazione (UTC) 2016-06-04 03:04:15
TDMT - Time Domain Moment Tensor
Meccanismi di sorgente sismica nell'area
Meccanismi di sorgente sismica

Meccanismi di sorgente sismica

In questa mappa sono riportate i meccanismi di sorgente sismica dei terremoti dal 1977 alla data di questo evento. I tensori momento in rosso sono ottenuti con la tecnica del Regional Centroid Moment Tensor (RCMT, http://www.bo.ingv.it/RCMT; https://doi.org/10.13127/rcmt/euromed) e vengono calcolati per eventi sismici di magnitudo maggiore di 4.5 nella regione euro-mediterranea. Talvolta, se la disponibilità dei dati lo permette vengono calcolati anche per eventi di magnitudo inferiore, fino a 4.0. I tensori momento in grigio sono calcolati con la tecnica del Time Domain Moment Tensor (TDMT, http://terremoti.ingv.it/tdmt) per terremoti di magnitudo maggiore di 3.2, quando i dati lo permettono. La dimensione dei simboli è proporzionale alla magnitudo momento Mw dell’evento.
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Tipo Descrizione Link
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