Terremoto di magnitudo Md 2.0 del 25-04-1986 ore 21:57:41 (Italia) in zona: 6 km E Masone (GE)

Un terremoto di magnitudo Md 2.0 è avvenuto nella zona: 6 km E Masone (GE), il

  • 25-04-1986 19:57:41 (UTC)
  • 25-04-1986 21:57:41 (UTC +02:00) ora italiana

con coordinate geografiche (lat, lon) 44.5180, 8.7880 ad una profondità di 10 km.

Il terremoto è stato localizzato da: Bollettino Sismico Italiano INGV.

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I valori delle coordinate ipocentrali e della magnitudo rappresentano la migliore stima con i dati a disposizione. Eventuali nuovi dati o analisi potrebbero far variare tali stime.

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Comuni entro 20 km dall'epicentro

Le distanze sono calcolate in base alle coordinate geografiche del Municipio (Istat).
Comune Prov Dist Pop Cum Pop
Masone GE 6 3679 3679
Campo Ligure GE 8 2955 6634
Mele GE 9 2725 9359
Campomorone GE 9 6996 16355
Ceranesi GE 9 3875 20230
Mignanego GE 10 3675 23905
Rossiglione GE 11 2779 26684
Fraconalto AL 11 336 27020
Serra Riccò GE 12 7885 34905
Voltaggio AL 12 738 35643
Tiglieto GE 13 546 36189
Mornese AL 14 737 36926
Casaleggio Boiro AL 14 372 37298
Busalla GE 14 5563 42861
Lerma AL 14 869 43730
Bosio AL 15 1227 44957
Sant'Olcese GE 15 5906 50863
Arenzano GE 15 11519 62382
Belforte Monferrato AL 16 515 62897
Urbe SV 16 700 63597
Carrosio AL 16 510 64107
Genova GE 17 586655 650762
Tagliolo Monferrato AL 17 1581 652343
Ronco Scrivia GE 17 4417 656760
Savignone GE 17 3205 659965
Casella GE 17 3144 663109
Montaldeo AL 17 265 663374
Parodi Ligure AL 17 715 664089
Ovada AL 17 11477 675566
Cogoleto GE 18 9172 684738
Molare AL 19 2181 686919
Gavi AL 19 4614 691533
Isola del Cantone GE 20 1540 693073
San Cristoforo AL 20 608 693681
Castelletto d'Orba AL 20 2047 695728

Città più vicine con almeno 50000 abitanti

Il terremoto è stato localizzato
17 Km a NW di Genova (586655 abitanti)
34 Km a NE di Savona (61345 abitanti)
46 Km a SE di Alessandria (93943 abitanti)
63 Km a SE di Asti (76202 abitanti)
80 Km a SW di Pavia (72576 abitanti)
89 Km a S di Vigevano (63310 abitanti)
93 Km a SW di Piacenza (102191 abitanti)
95 Km a W di La Spezia (93959 abitanti)
99 Km a E di Cuneo (56081 abitanti)
Sismicità recente e storica

Queste mappe mostrano l'attività sismica della zona in diversi intervalli temporali, precedenti all’evento sismico a cui si riferiscono. Per quel che riguarda le prime due mappe, i dati riportati provengono dalle analisi effettuate in tempo reale dal personale delle Sale Operative dell'INGV subito dopo ogni terremoto. La terza mappa mostra i dati dal 1985 alla data del terremoto: le localizzazioni sono riviste dagli analisti sismologi del Bollettino Sismico Italiano dell'INGV. I parametri della localizzazione (coordinate ipocentrali e magnitudo) sono la migliore stima possibile con i dati a disposizione dell’INGV, ma sono costantemente aggiornati in funzione di ulteriori dati che si rendano disponibili. I parametri della localizzazione e della magnitudo, successivamente rivisti dagli analisti sismologi, possono variare.

I terremoti dei 3 giorni precedenti l'evento

I terremoti dei 3 giorni precedenti l'evento

In questa mappa sono riportati gli epicentri dei terremoti con magnitudo ≥ 0.0, localizzati utilizzando i dati i registrati dalla Rete Sismica Nazionale e da altre reti in regime di collaborazione sia in Italia che nei Paesi confinanti, nelle 72 ore precedenti questo evento. La grandezza del cerchio indica le diverse classi di magnitudo. I colori indicano i differenti intervalli temporali che precedono l'evento sismico. La stella bianca e nera è l’epicentro del terremoto avvenuto.
I terremoti dei 90 giorni precedenti l'evento

I terremoti dei 90 giorni precedenti l'evento

In questa mappa sono riportati gli epicentri dei terremoti con magnitudo ≥ 2.0, localizzati utilizzando i dati i registrati dalla Rete Sismica Nazionale e da altre reti in regime di collaborazione sia in Italia che nei Paesi, confinanti nei 90 giorni precedenti questo evento. La grandezza del cerchio indica le diverse classi di magnitudo. I colori indicano i differenti intervalli temporali che precedono l'evento sismico. La stella bianca e nera è l’epicentro del terremoto avvenuto.
I terremoti dal 1985 alla data dell'evento

I terremoti dal 1985 alla data dell'evento

In questa mappa sono riportati gli epicentri dei terremoti con magnitudo ≥ 3.0, localizzati utilizzando i dati i registrati dalla Rete Sismica Nazionale e da altre reti in regime di collaborazione sia in Italia che nei Paesi confinanti, dal 1985 alla data di questo evento. La grandezza del cerchio indica le diverse classi di magnitudo. I colori indicano i differenti intervalli temporali che precedono l'evento sismico. La stella bianca e nera è l’epicentro del terremoto avvenuto.
I terremoti dall'anno 1000 al 2019

I terremoti dall'anno 1000 al 2019

In questa mappa sono riportati i terremoti del catalogo storico CPTI15 (Catalogo Parametrico dei Terremoti Italiani, v3.0, https://doi.org/10.13127/cpti/cpti15.3) dall'anno 1000 all'anno 2019. La grandezza del quadrato indica le diverse classi di magnitudo. Per gli eventi di magnitudo stimata ≥ 6.0 è indicato l'anno in cui è avvenuto il terremoto. La stella bianca e nera è l’epicentro del terremoto avvenuto.
Pericolosità sismica

Con pericolosità sismica si intende lo scuotimento del suolo atteso in un sito a causa di un terremoto. Essendo prevalentemente un’analisi di tipo probabilistico, si può definire un certo scuotimento solo associato alla probabilità di accadimento nel prossimo futuro. Non si tratta pertanto di previsione deterministica dei terremoti, obiettivo lungi dal poter essere raggiunto ancora in tutto il mondo, né del massimo terremoto possibile in un’area, in quanto il terremoto massimo ha comunque probabilità di verificarsi molto basse.

Nel 2004 è stata rilasciata questa mappa della pericolosità sismica (http://zonesismiche.mi.ingv.it) che fornisce un quadro delle aree più pericolose in Italia. La mappa di pericolosità sismica del territorio nazionale (GdL MPS, 2004; rif. Ordinanza PCM del 28 aprile 2006, n. 3519, All. 1b) è espressa in termini di accelerazione orizzontale del suolo con probabilità di eccedenza del 10% in 50 anni, riferita a suoli rigidi (Vs30>800 m/s; cat. A, punto 3.2.1 del D.M. 14.09.2005).

I colori indicano i diversi valori di accelerazione del terreno che hanno una probabilità del 10% di essere superati in 50 anni. Indicativamente i colori associati ad accelerazioni più basse indicano zone meno pericolose, dove la frequenza di terremoti più forti è minore rispetto a quelle più pericolose, ma questo non significa che non possano verificarsi.

Mappa di pericolosità sismica

Mappa di pericolosità sismica

In questa mappa è riportato un particolare del modello di pericolosità sismica del territorio nazionale e la stella bianca e nera è l’epicentro del terremoto avvenuto.
Mappe di scuotimento
Mappa del risentimento sismico
Cronologia delle localizzazioni calcolate
Tipo Magnitudo Tempo origine (UTC) Latitudine Longitudine Profondità (km) Ora pubblicazione (UTC) Autore ID Localizzazione
Bollettino
Rev1000
Md 2.0 1986-04-25
19:57:41
44.518 8.788 10 2013-07-15
08:41:04
Bollettino Sismico Italiano INGV 26019
Localizzazione e magnitudo preferite finora.
Parametri della localizzazione preferita

Localizzazione

Campo Valore
Tempo (UTC) 1986-04-25 19:57:41 ± 0.365
Latitudine 44.5180 ± 0.0287
Longitudine 8.7880 ± 0.0118
Profondità (km) 10 (operator assigned)
Metodo di valutazione manual
Stato della valutazione reviewed
Versione 1000 -> BULLETIN-VAX
Tipo di evento earthquake
ID localizzazione 26019

Incertezze

Campo Valore
Tipo di incertezza horizontal uncertainty
Semi-asse maggiore dell'ellisse di confidenza (metri)
Semi-asse minore dell'ellisse di confidenza (metri)
azimuth dell’asse maggiore dell’ellisse di confidenza (gradi)
Regione di confidenza sul piano orizzontale espressa mediante singolo valore di incertezza (metri) 3329.2
Livello di confidenza dell'incertezza (%) 68

Qualità

Campo Valore
Maggiore gap azimutale nella distribuzione delle stazioni all'epicentro 237
Numero di fasi associato indipendentemente se utilizzate nella localizzazione (determinazione dell'Origin) 8
Numero di fasi 8
Scarto quadratico medio dei residui di tempo risultanti dal calcolo del tempo origine (Origin) della localizzazione (sec) 0.2
Distanza epicentrale della stazione piu' vicina (gradi) 0.00130
Distanza epicentrale della stazione piu’ lontana (gradi) 0.00615
Numero di stazioni in cui l’evento e’ stato osservato 4
Numero di stazioni usate nel calcolo dell'Origin 4
Parametri della magnitudo

Md:2.0

Campo Valore
Valore 2.0
Incertezza
Num. stazioni usate 1
Tipo di magnitudo Md
Localizzazione di riferimento 26019
Agenzia INGV
Autore Bollettino Sismico Italiano INGV
Tempo di creazione (UTC) 2013-01-04 17:27:43
Tempi di arrivo
SCNL Time Uncertainty Polarity Evaluation_mode Phase Azimuth Distance Takeoff_angle Residual Weight
--.ROB.Z. 1986-04-25T19:58:05.10 10.0 undecidable manual SG 252 0.0062 -0.45 0.2
--.FIN.Z. 1986-04-25T19:58:00.40 10.0 undecidable manual SG 233 0.0046 0.34 0.5
--.ROB.Z. 1986-04-25T19:57:55.20 10.0 undecidable manual PG 252 0.0062 -0.21 1.4
--.CKI.Z. 1986-04-25T19:57:55.00 10.0 undecidable manual SG 255 0.0033 -0.55 0.2
--.FIN.Z. 1986-04-25T19:57:52.50 10.0 undecidable manual PG 233 0.0046 0.26 1.5
--.CKI.Z. 1986-04-25T19:57:50.00 10.0 undecidable manual PG 255 0.0033 0.36 1.1
--.GEN.Z. 1986-04-25T19:57:48.00 10.0 undecidable manual SG 132 0.0013 -0.16 0.8
--.GEN.Z. 1986-04-25T19:57:45.30 10.0 undecidable manual PG 132 0.0013 -0.07 2.3
TDMT - Time Domain Moment Tensor
Meccanismi di sorgente sismica nell'area
Meccanismi di sorgente sismica

Meccanismi di sorgente sismica

In questa mappa sono riportate i meccanismi di sorgente sismica dei terremoti dal 1977 alla data di questo evento. I tensori momento in rosso sono ottenuti con la tecnica del Regional Centroid Moment Tensor (RCMT, http://www.bo.ingv.it/RCMT; https://doi.org/10.13127/rcmt/euromed) e vengono calcolati per eventi sismici di magnitudo maggiore di 4.5 nella regione euro-mediterranea. Talvolta, se la disponibilità dei dati lo permette vengono calcolati anche per eventi di magnitudo inferiore, fino a 4.0. I tensori momento in grigio sono calcolati con la tecnica del Time Domain Moment Tensor (TDMT, http://terremoti.ingv.it/tdmt) per terremoti di magnitudo maggiore di 3.2, quando i dati lo permettono. La dimensione dei simboli è proporzionale alla magnitudo momento Mw dell’evento.
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